Venezia 83, un’edizione di grande livello
Sono cinque i film in concorso per l’Italia alla Mostra del Cinema 2026
Anche quest’anno la Mostra del Cinema di Venezia presenta un cartellone importante, ricco di opere interessanti e di presenze significative, ma soprattutto con autori di tante nazioni per una Mostra con uno sguardo sempre più internazionale. Oltre alla tradizionale sezione in concorso, anche con nomi prestigiosi, c’è la sezione dei fuori concorso (che quest’anno si chiama Venice Open), poi quella ormai consueta denominata Orizzonti.
I vincitori dei concorsi Cinit 2026
Anche quest’anno il Cinit-Cineforum Italiano ha bandito diversi concorsi per gli studenti delle scuole superiori e delle università, mettendo in palio l’accredito e l’ospitalità all’83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia per autrici e autori delle migliori recensioni.
Il vincitore del 20° Concorso Nazionale Francesco Dorigo è Davide Citterio, studente dell’Università Cattolica di Milano con una passione per il cinema nata durante la pandemia.
Ospite assieme a lui del Cinit durante la Mostra avrebbe dovuto essere Enrico Zanini di Mestre, primo classificato fra gli studenti che hanno partecipato al corso di introduzione al linguaggio cinematografico svoltosi nell’a.s. 2025-2026 presso il liceo Bruno-Franchetti di Mestre.
Enrico purtroppo non potrà partecipare alla Mostra e ha quindi rinunciato all’alloggio, al suo posto ci sarà il secondo classificato, sempre del liceo Bruno-Franchetti di Mestre, Mattia Fantinelli, già compositore di musiche per cortometraggi di registi indipendenti e aspirante compositore professionista.
Diletta Voltolina di Chioggia
Al terzo posto si sono classificate Matilde Vistosi e Lavinia Giulia Impiombato, entrambe accreditate dal Cinit per l’83 Mostra.Per il 25° Concorso Vincenzo Gagliardi, riservato agli studenti del Veneto, anche quest’anno la prima classificata è Diletta Voltolina di Chioggia, appena diplomata al liceo Veronese-Marconi di Chioggia, la quale dimostra così una passione e un impegno unici nel loro genere. Una menzione speciale è andata a Vittoria Chiuso di Dolo.
Gli studenti saranno ospiti del Cinit, assisteranno alle proiezioni in programma al festival, seguiti da critici ed esperti di cinema, e parteciperanno alla cerimonia di consegna di targhe e attestati in programma venerdì 11 settembre alle ore 12 nello Spazio Regione Veneto all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il cinema della frontiera adriatica alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

L’8 e 9 settembre si svolgerà a Venezia, durante la Mostra del Cinema, un appuntamento riguardante il cinema della frontiera adriatica. Un’iniziativa che è una sorta di continuazione di quella sviluppata con successo l’anno scorso dove sono stati presentati alcuni film riguardanti i temi collegati al Giorno del Ricordo in un palcoscenico molto importante, collegato ad uno dei festival cinematografici più prestigiosi a livello internazionale.
L’iniziativa viene organizzata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in collaborazione con Federesuli, CDM, CINIT-Cineforum Italiano, Isola Edipo, Regione Veneto, Comune di Venezia, Biennale di Venezia e Centro Sperimentale di Cinematografia.
L’8 settembre alle ore 17.00 presso lo Spazio Regione del Veneto/Veneto Film Commission all’Hotel Excelsior Lido di Venezia ci sarà il “Premio Cinema della Frontiera Adriatica” dove riceveranno dei riconoscimenti attori, registi, produttori che hanno realizzato opere collegate con i temi del confine orientale.
Interverranno Valeria Mantovan (Assessore alla Cultura Regione Veneto); Donatella Schürzel (Vicepresidente ANVGD); Maria Pia Ammirati (Direttore Rai Fiction); Selene Gandini (Attrice); Andrea Pennacchi (Attore); Maximiliano Hernando Bruno (Regista), Massimo Martino (Produttore). Il coordinamento sarà di Alessandro Cuk (Critico cinematografico).
Il 9 settembre alle ore 10.15 Sala Polivalente S. Maria Elisabetta – Riviera S. Maria Elisabetta 3 ci sarà un corso di aggiornamento insegnanti sul tema “Cinema e storia: le foibe e l’esodo giuliano dalmata” organizzato da ANVGD in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Veneto, la Regione Veneto e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Si comincerà alle ore 10.15 con i saluti istituzionali, poi alle 10.30 Lorenzo Salimbeni (Giornalista pubblicista e Ricercatore storico freelance) parlerà su “La tragedia delle foibe. La prima e la seconda fase”. A seguire alle 11.10 Donatella Schürzel (Dottore Scientifico di ricerca (PhD) Europaeus in Storia dell’Europa) farà una relazione su “L’esodo giuliano dalmata. Dal piroscafo Toscana ai campi profughi”. Infine, alle 11.50 Alessandro Cuk (Critico cinematografico) parlerà su “Da Rosso Istria alla Bambina con la valigia”
Sempre il 9 settembre alle ore 15.30 anteprima del documentario “In odium fidei” al Cinema Laguna, in via Pietro Buratti 1. Il film sarà introdotto da Alessandro Cuk (Critico cinematografico), Renzo Codarin (Presidente Federesuli), Paolo Sardos Albertini (Presidente Lega Nazionale Trieste), Maximiliano Hernando Bruno
(Regista), Alessandro Centenaro (Produttore), Gianfranco Bonifacio (Nipote del Beato Francesco Bonifacio).
RITORNO A BUENOS AIRES di Marco Bechis
Un tema costante e perenne nella regia e la scrittura del direttore Marco Bechis è la dittatura in Argentina, luogo in cui lui stesso ha vissuto un’esperienza personale drammatica quando venne sequestrato all’interno di un centro militare, noto come Garage Olimpo.
Per Venezia 83, presenta il film Ritorno a Buenos Aires, sulla vita di un dottore che dovrà tornare nella capitale per testimoniare sull’accaduto durante gli anni di prigionia. Ad interpretare il protagonista, lo straordinario Adriano Giannini, nei panni di Mariano Guerra, che porterà tutta la tempra e fisicità per sostenere un ruolo che soffre e si avventura nel racconto dei fatti che dolgono e che scavano quei meandri dell’anima che si vorrebbero cancellare.
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15/18 di Cedric Kahn
Presentato in Concorso Ufficiale all’83ª Mostra del Cinema di Venezia, 15/18 (A Place To Heal) del regista francese Cédric Kahn è un film forte, sincero e profondo. Anche per chi si avvicina per la prima volta al cinema di questo autore o non conosce la tradizione del dramma sociale francese, l’opera si rivela subito chiara, diretta e capace di coinvolgere chiunque. Il film evita di cadere nel pietismo per far commuovere a tutti i costi e non si limita a un duro attacco al sistema sanitario: riesce invece a raccontare una storia di profonda empatia e umanità.
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PRIMA ESPERIENZA ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
Grazie al secondo posto ottenuto al concorso CINIT e al conseguente accredito per l’83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, mi sono ritrovata a vivere da vicino il mio primo grande festival. Passare dal guardare film al cinema o sul divano di casa alla full immersion del Lido è stato un bel salto di qualità. La realtà dell’esperienza, vissuta sul campo, è molto diversa da come la si immagina da fuori: meno passerelle patinate e molto più ritmo sostenuto. Ma la bellezza della Mostra sta proprio in tutto quello che succede fuori e dentro le sale.
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GA-NEUNG-HAN SA-RANG (POSSIBLE LOVE) di Lee Chang-dong
Del 72enne regista, sceneggiatore e scrittore sudcoreano Lee Chang-dong, del quale abbiamo apprezzato alcuni suoi precedenti film (“Peppermint Candy”, 2000; “Poetry”, 2010 e “Burning – L’amore brucia”, 2018) è stato presentato a Venezia in concorso il suo ultimo lavoro: “Possible Love”. Una storia che racconta la classe operaia delle fabbriche che lottano per la chiusura e la vendita delle loro strutture a gruppi stranieri.
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Un viaggio straordinario nella vita di Nino Rota di Walter Fasano
Addentrarsi nei processi creativi di un artista risulta sempre essere un viaggio emozionante e sorprendente perché ci si imbatte nei passaggi fondamentali della sua vita e del suo mestiere. Con il documentario Nino - Un film su Nino Rota, con la regia di Walter Fasano, ci si immerge in un mondo straordinario, sin dagli albori di un enfant prodige che compose a solo undici anni l’oratorio L’infanzia di San Giovanni Battista fino la sua morte. Nino Rota nacque in una famiglia altoborghese e attraverso la madre pianista affinò il suo talento imparando a suonare fin da piccolo.
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DIO RIDE di Giovanni Veronesi
Dio ride, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si rivela fin dalle prime battute un’opera indubbiamente fuori posto. Più che una pellicola da festival, somiglia a un’elaborata trovata pubblicitaria accondiscendente verso la Chiesa, mascherata da cinema d’autore.
La narrazione soffre di una banalità disarmante, riprendendo un modello ampiamente abusato: quello del martire coerente fino alla fine con le proprie idee. Si tratta di un topos che attinge a piene mani dalla tradizione classica di stampo socratico, declinabile però in chiave puramente religiosa. Il protagonista, infatti, è un frate che veicola la parola del Signore attraverso la comicità; tuttavia, proprio a causa di questo suo approccio non convenzionale, viene perseguitato, trasformandosi in un martire dalla banalità quasi grottesca.
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BUCKING FASTARD di Werner Herzog
L’irriverente titolo prende il nome da un divertente lapsus (dall’epiteto “Fucking bastard”, cioè maledetto stronzo) pronunciato all’unisono da due vere sorelle monozigote, Freda e Greta Chaplin, durante un processo che nell’Irlanda degli anni ’80 le aveva viste accusate di stalking nei confronti di un uomo che aveva illuso entrambe di sposarle. Erano così legate fra loro da parlare all’unisono, compiere gli stessi gesti e condividere gli stessi sogni. Questa storia ha colpito l’84enne regista bavarese Werner Herzog che nei suoi precedenti film ha spesso esplorato l’eccentricità del lato umano con la sua incapacità di essere compresa e accettata come diversità. Così ne ha realizzato un film presentato in concorso a Venezia 83 nel quale le due ragazze sono interpretate da due vere gemelle, le attrici Kate e Roneey Mara nei panni di Jean e Joan Holbrooke.
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UN DETOUR PAR DIANE di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Un détour par Diane, vincitore del premio Orizzonti per il miglior film alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è una pellicola dalla sorprendente intelligenza, diretta magistralmente da Ann Sirot e Raphaël Balboni. In 92 minuti affronta la complessità dei legami familiari tra una madre e sua figlia, l’eredità emotiva che condividono e l’elaborazione del trauma, offrendo un'esperienza cinematografica inaspettatamente leggera e profondamente vitale.
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UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé
Parigi ai giorni nostri. La quarantenne Carla Moretti (l’attrice Alba Rohrwacher) separata e con un figlio in età adolescenziale, è stata da poco assunta come responsabile delle Risorse Umane presso una importante compagnia assicurativa che sta per lanciare un’accattivante campagna pubblicitaria finalizzata a dare un’immagine di un ambiente lavorativo sereno, collaborativo e inclusivo. Ben presto però scoprirà una realtà ben diversa.
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